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(1963) Insieme a Roberto Biscontini è l’artefice della nuova era della linea First e Oceanis di Beneteau, il più grande cantiere di serie al mondo. Il progettista sta vivendo una vera e propria “nuova vita” nel mondo delle barche di serie dopo una lunga carriera nel mondo dei “one off”, partita con two-tonner Marisa per l’Admiral’s Cup ideato assieme a Luca Brenta nel 1987 e proseguita con i Wally e i daysailer Brenta, fino ai superyacht costruiti da Michael Schmidt.
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(1968) Il “Principe”, così è chiamato il più veloce windsurfista italiano. Campione europeo windsurf speed nel 2009, è stato il primo “paisà” a planare a oltre 40 nodi di velocità sulla sua tavola. Oggi è il creatore ed organizzatore dell’evento Prince of Speed, dove vince chi va più veloce in condizioni di vento forte e mare piatto, sui 500 metri e sul miglio nautico.
La loro storia ha fatto sognare tutti: casa venduta, barca comprata, salpati per il giro del mondo con i tre figli a bordo di Shibumi, un Mikado 56. “Preso atto che non abbiamo le vite dei gatti, abbiamo deciso di giocarci tutto per vivere come meglio crediamo l’unica vita che ci è concessa, o per lo meno provarci”.
(1956) Luca Bassani ha “reinventato” la nautica a partire dal 1989, portandola a livelli di comfort e di easy sailing fino ad allora impensabili. I suoi Wally hanno settato nuovi standard: andare in barca deve essere prima di tutto semplice. Come dice lui, “l’eleganza viene di conseguenza”. 
(1929) Salpare a 91 anni per un giro d’Italia a vela? Fatto! Questa la grande impresa di Mario Battilanti, 91 anni suonati, che ha fatto il giro d’Italia a vela, partendo da Spezia, sul Lumiere III, un’Orca di 13,50 metri del 1980. “Non sono un fenomeno. Ma che devo fare stare a casa a misurarmi la pressione?”, ha dichiarato.
(1991) Velista dell’Anno TAG Heuer 2019 e 2020 Beccaria è ad oggi l’unico italiano ad aver vinto la Mini Transat, la mitica traversata atlantica in solitario a bordo di un piccolo Mini di 6,5 m, davanti ai francesi che hanno sempre monopolizzato la regata.
Il mago delle strutture e dei materiali. Belgrano è uno degli ingegneri strutturisti nautici più quotati al mondo: dopo l’esperienza sul Moro di Venezia nel gruppo di progettazione, è stato con Luna Rossa nella campagna del 2000. Contattato dai kiwi, si è trasferito ad Auckland con la famiglia per mettersi al servizio di Team New Zealand. Ora è in Inghilterra, in forza come strutturista a INEOS Team UK, lo chiamano “Uncle Giò” (Zio Giò).
(1968) Benussi Furio (1968)Fortissimo velista, fratello di Gabriele, insieme vincono la Barcolana del 2017 e del 2018 con Spirit of Portopiccolo mentre nel 2016 la vincono a bordo di Alfa Romeo, Maxi di 72 piedi. Il suo team “Fast and Furio” vanta svariati titoli mondiali, europei e italiani, nonché vittorie nelle classiche d’altura.
(1970) Specialista dell’altura, il suo palmares conta 4 titoli mondiali, 4 titoli europei, 2 campionati del Mediterraneo, 4 vittorie alla Maxi Rolex Cup, 11 titoli italiani, 8 vittorie al Giro d’Italia a Vela, due primi posti alla Coppa del Re di Palma di Maiorca, per citarne alcuni.
(1992) Nel 2016 ha partecipato ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro nel 470 femminile. Nel 2018 si è unita in equipaggio con Bianca Caruso piazzandosi in quarta posizione al Campionato Europeo 470 e successivamente vincendo la medaglia di bronzo alla finale di World Cup Series a giugno del 2018. nel 2019 con la Caruso ha vinto l’Italiano e nel 2020 è arrivato il quarto posto alla World Cup Miami 2020.
(1946) La magnifica ossessione dell’imprenditore si chiama Coppa America e fa bene alla vela italiana. Giunto alla sua quinta sfida con Luna Rossa,è l’uomo che può ancora farci sognare, a distanza di oltre 20 anni dalla sua prima esperienza in America’s Cup.
(1958) Con Lorenzo Argento ha progettato i nuovi First e Oceanis di Beneteau, il più grande cantiere di barche di serie del mondo. Una bella sfida per il progettista, uno dei guru dell’high performance a vela, elaborata nella lunga esperienza in Coppa America sin dal 1989 con il Moro di Venezia e, successivamente, con i team Pact 95, Young America BMW Oracle Racing, Luna Rossa, Team New Zealand, e più recentemente anche nel campo dei Volvo Open 70 oltre che nelle barche “premium” come gli Advanced.
L'”ingegnere volante” (Velista dell’Anno 2015 assieme a Silvia Sicouri) Bissaro nel 2016 ha partecipato ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro nel Nacra 17 misto con Silvia Sicouri, piazzandosi in quinta posizione. Dal 2017 la sua compagna di barca è Maelle Frascari, con la quale ha coronato la vittoria del titolo mondiale nel 2019, candidandosi a rappresentare l’Italia alle prossime Olimpiadi.
(1939) Una passione che dura da oltre mezzo secolo, quella di Riccardo Bonadeo per la vela. Le sue barche, dal nome Rrose Selavy, sono tra le più belle del Mediterraneo. Nel suo palmares tante regate, come la Giraglia del e il Trofeo Zegna e partecipazioni epiche (il tragico Fastnet del ’79). E’ stato a lungo commodoro dello Yacht Club Costa Smeralda ed è in prima fila nella battaglia contro la plastica nei mari.
E’ considerato fra i migliori skipper italiani e direttore sportivo di successo della vela d’altura. A dimostrazione di questi dati, una carriera che lo ha visto vincere cinque volte il titolo mondiale ed una volta l’europeo, dal 1978 al 1993. Oltre ad aver conquistato diversi titoli italiani,ha due Coppa America come project manager alle spalle (Azzurra e Italia) ed è stato in totale sette volte all’Admiral Cup.
(1973) Già Velista dell’Anno 2002, “Rufo” Bressani è fortissimo e poliedrico. Averlo a bordo in altura significa poter vincere, ma non disdegna anche le derive (ha partecipato a una campagna Nacra 17 per le Olimpiadi). Ha quasi rischiato di vincere il World Sailor of the Year messo in palio dalla Federvela Internazionale per un’impresa che resterà negli annali della vela: tre titoli mondiali, tra Melges 24 e 32 in meno di un anno, tra il 2010 e il 2011.
(1973) Il timoniere di Luna Rossa è uno dei velisti italiani in attività più completi, eclettici e titolati: in 30 anni di carriera sportiva ha al suo attivo 7 titoli Mondiali, 5 Europei e 15 Nazionali in varie classi, dal Laser all’altura, dalla Star al 49er ed è stato primo nel ranking mondiale ISAF di Match Race nel 2011.Ha partecipato a tre olimpiadi ed è vicecampione del mondo nella classe Moth. Questa è la sua quinta America’s Cup, la quarta con Luna Rossa…
(1974) Assieme al fratello Francesco, “Ganga” ha partecipato alle Olimpiadi di Sydney 2000 nella classe 49er. È stato stratega dell’imbarcazione italiana +39 durante la Coppa America 2007. Oggi è coach della squadra olimpica di Nacra 17 e i suoi ragazzi vanno fortissimo.
Con la sua associazione New Sardiniasail Simone Camba, poliziotto che utilizza la vela come mezzo di recupero e riscatto sociale. Ragazzi con problemi giudiziari o familiari, migranti, poveri. Lui fa di tutto per trasformarli in marinai e dar loro un futuro.
(1996) La speranza olimpica della tavola a vela italiana. Nel 2016 ha partecipatoda outsider ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro nell’RS:X maschile, stupendo tutti e piazzandosi in decima posizione. Ora l’obiettivo è Tokyo.
(1961) Ingegnere navale e meccanico, ottimo velista, ha raggiunto importanti risultati sia sulle derive che sulle imbarcazioni IMS.  La sua prima esperienza in Coppa America fu in occasione della sfida de il Moro di Venezia come responsabile del CFD e delle prove in vasca navale. Ha fatto parte del team Luna Rossa dal 2004 al 2007 per poi diventare membro del team di Oracle dal 2007 al 2013, con la quale ha vinto due America’s Cup, e di BAR nel 2017.
(2006) Il giovane velista in forza alla LNI di Ostia ha trionfato al Campionato Europeo 2020 di Optimist in Slovenia, confermandosi come una delle promesse da tenere d’occhio in questo 2021…
(1932) Nel 1969 sfidò i miti della vela prendendo parte alla mitica Golden Globe intorno al mondo. Negli anni ’90 ha attraversato l’Atlantico per ripercorre la rotta di Cristoforo Colombo da Gran Canaria a San Salvador: 3.800 miglia in quaranta giorni, sette più del navigatore genovese, a bordo di Zentime. Un monumento vivente.
(1953) Un velaio geniale che abbiamo imparato a conoscere in Coppa America. Dopo aver disegnato le vele per Il Moro di Venezia (le prime della storia in carbonio!), Cavalazzi venne assunto dagli americani nel 1995 (Young America), poi ingaggiato da Bertelli, con Luna Rossa, dal 2000 al 2007. Vanta, in qualità di velaio North Sails, svariati titoli mondiali e una Admiral’s Cup. Ora si occupa di vele d’epoca.
(1959) L’unico Velista dell’Anno non italiano fu Paul Cayard, mitico timoniere americano del Moro di Venezia di Raul Gardini, che arrivò a giovarsi i la Coppa America nel 1992. Starista di assoluto livello (campione mondiale nell’88), ha trionfato con la squadra italiana all’Admiral’s Cup del ’95 e alla Whitbread (oggi conosciuta come Volvo Ocean Race) del ’97 al comando della svedese EF Language. Oggi si è tagliato i suoi famosi baffi, ma è sempre fortissimo sui campi di regata.
(1961) Il progettista ravennate, figlio di Epaminonda, firma i Neo di Paolo Semeraro(incluso l’ultimo 430 Roma) e gli Eleva Yachts. Una lunga carriera alle spalle, in Coppa America ha ricoperto il ruolo di Principale Designer nel 2003 ad Auckland (NZL) con Mascalzone Latino di Vincenzo Onorato e nel 2007 con + 39 Challenge a Valencia (ESP).
(1963) La sua prima parte di carriera va di pari passo con quella del fratello Tommaso. Titolo mondiale di 470 nell’85, le campagna di Coppa America con Italia e con Il Moro di Venezia. Ha vinto il mondiale classe Star nel 1996 con il prodiere Robertino Sinibaldi e ha partecipato alle Olimpiadi di Atlanta giungendo sesto. Poi i successi lavorativi: oggi è vicepresidente di Nautor’s Swan, uno dei cantieri più famosi del mondo.
(1961) Velista poliedrico, tra derive e altura, nella sua carriera gli sono state riconosciute cinque medaglie d’oro al valore atletico. Noi lo premiammo Velista dell’Anno nel 1998. Nel 1985 vinse il Mondiale 470 con il fratello Enrico, dopo che nel 1984 avevano chiuso al quinto posto le Olimpiadi di Los Angeles. Due campagne di Coppa America (1987 e 1992), poi la vittoria dell’Admiral’s Cup del 1995 e una serie impressionte di titoli in classi d’altura (quasi 30!), fino a tornare in Coppa America con Oracle nel 2003 e come tattico di Shosholoza nel 2007.
(1966) Il campione napoletano, Velista dell’Anno 1999 a seguito del bronzo mondiale ottenuto nella classe Soling, è stato timoniere di Mascalzone Latino alla Louis Vuitton Cup nel 2003 e di Shosholoza, la prima barca africana nella storia della Coppa America, nel 2007.
(1988) L’incarnazione della velista moderna “multitasking”. Due Olimpiadi alle spalle (la prima nel 2012 in Laser Radial, poi in 49er FX in Coppia con Giulia Conti nel 2016), poi l’esperienza oceanica con la più dura delle regate d’equipaggio, la Volvo Ocean Race (giro del mondo a tappe), a bordo di Turn The Tide on Plastic, nel 2017/18.
(1985) Una delle più forti deriviste italiane degli ultimi 20 anni, a 19 anni ha debuttato come alle Olimpiadi di Atene 2004 nella classe Yngling. In seguito ha rappresentato l’Italia anche a Pechino 2008, a Londra 2012 e a Rio 2016 con tre quinti posti nelle classi 470 femminile e 49er FX.
(1958) Dalla fine degli anni ’80 ad oggi è stato uno dei designer italiani più attivi nel mondo delle regate e dal 2010 è conosciuto a livello internazionale anche nel settore delle barche da crociera sportive. Ora è attivo, assieme al socio Alessandro Ganz, anche nel mondo dei “cruiser” da quando gli sono stati affidati i progetti del colosso tedesco Bavaria (dal C38 al C57).
(1963) A 13 anni fa parte dell’equipaggio del Guia IV, la mitica barca di Giorgio Falck. Regata in 420 e 470 diventando campione italiano di entrambe le classi. Il suo valore l’ha dimostrato alla grande nel ruolo chiave di randista di Luna Rossa, nel 2000, con cui ha vinto la Louis Vuitton Cup
(1960) E’ quasi un peccato che il nome di De Angelis sia legato soprattutto a Luna Rossa, di cui è stato timoniere nella fortunata campagna del 2000. Ci si rischia di dimenticare che sia stato sei volte campione del mondo in varie classi (nel 1987 a Capri classe J24, nel 1989 a Napoli e nel 1992 in Danimarca classe One Tonner, nel 1995 in Danimarca e nel 1996 in Grecia classe classe ILC40, nel 2008 in Grecia classe ORC International). Noi lo avevamo premiato Velista dell’Anno nel 1996.
(1985) Esempio di poliedrico velista professionista, Desiderato ha un lungo palmares di titoli internazionali nel mondo dei monotipi, tra J/70, Melges 20, 24 e 32. Ora è pronto a dare il meglio di sé sui ClubSwan 36…
(1963) Oltre alla storica medaglia d’argento alle Olimpiadi di Sydney nel 2000, sul Finn, ha conquistato anche un oro europeo e un argento mondiale, sempre sui Finn. Poi, visto che questa deriva la conosceva meglio di tutti, si è messo a costruirle. Ora è designer e costruttore apprezzato in tutto il mondo.
(1971) E’ stato Velista dell’Anno nel 2011 perché ha compiuto un’impresa storica: a bordo di un minuscolo Mini 6,5 metri modificato ha compiuto il giro del mondo in solitario senza scalo. Mai nessuno ci era riuscito con un’imbarcazione di tali dimensioni. Poi ha partecipato, concludendolo, al Vendée Globe (giro del mondo in solitario) nel 2012/2013
(2005) Al Campionato Europeo Laser 4.7 2020 in Portogallo l’Italia ha conquistato il titolo della categoria Under 16 con “Dodo” Domenico Lamante (LNI Pescara). Lamante ha conquistato anche il terzo posto e la medaglia di bronzo nella classifica assoluta dell’Europeo: un futuro radioso di prospetta per l’atleta abruzzese.
(1976) L’armatore dei Maserati di Soldini (prima il VOR 70, adesso il trimarano volante) è un vero appassionato di vela, proprio come il nonno, l’Avvocato Agnelli. Il presidente di Exor e Fca appena ne ha la possibilità sale a bordo con Soldini, come all’ultima Rolex Middle Sea Race. “Io in barca mi aspetto di vincere”, ha detto.
(1965) Nel 2003 lo abbiamo eletto Velista dell’Anno. nel suo curriculum figurano molti anni nelle classi olimpiche, la vittoria all’Admirals’ Cup ’95 al timone di Capricorno, svariati successi con Minitonner, J22, Quarter Tonner, 6 metri SI, Mumm 30, Ims, Farr 40 e Melges 24. Ha vinto 9 titoli mondiali, 3 europei e 20 Italiani. Ha partecipato alle campagne di Coppa America (nel 2003 e 2007) con Mascalzone Latino nel ruolo di tattico e timoniere e ha vinto il Mondiale Melges 24 nel Febbraio del 2014.
(1964) Ne è passato di tempo da quando Felci nel ‘93 progettò e costruì il primo Mini Transat italiano, Te’ Salt in carbonio pre-preg. Oggi il progettista gode di fama internazionale ed ha legato il suo nome a tantissimi modelli di Dufour (a proposito: il premio Best Boats 2021 di Sail Magazine è stato vinto dal Dufour 530). E’ probabilmente l’italiano che ha messo la sua firma sul maggior numero di barche di serie naviganti!
(1954) Il presidente di Nautor’s Swan, uno dei cantieri più famosi del mondo, è prima di tutto un appassionato velista. Ha iniziato sulle derive a 5 anni, poi il Flying Dutchmann. Amante degli Swan fin dagli anni ’70, riuscirà ad acquistare il suo primo 51 piedi nel 1988. All’epoca non si sarebbe certo immaginato, un giorno, di diventare l’azionista di maggioranza del cantiere. Oggi è armatore di due bellissimi “cigni”: il ClubSwan 50 Cuordileone e il 115 piedi Solleone.
(1956) Velista dell’Anno 1994, Ha partecipato alle Olimpiadi di Mosca nel 1980, a due Campagne di Coppa America con Italia in Australia e con il Moro di Venezia a San Diego, oltre che essere stato coach di +39Challenge. È stato insignito per tre volte della Medaglia d’Oro al Valore Atletico. E’ stato uno dei primi italiani a lanciarsi nel match-race, di cui è “guru” indiscusso.
(1959) Enrico “Chico” Forti è stato un fortissimo velista (nei catamarani) e specialista delle tavole a vela. Ha partecipato a sei mondiali e due europei di windsurf e vinto il Campionato italiano di vela, classe catamarano DART. Con Robby Naish, nel 1984, esegue tra i primi al mondo il looping (salto mortale all’indietro completo con la tavola da windsurf).
(1950)  L’ex patron degli elettrodomestici Candy è un ottimo e appassionato velista: sul suo trimarano Neel 47 “Mininole” ha vinto a mani basse la ARC Plus (traversata oceanica della Canarie ai Caraibi, passando per Capo Verde) tra i multiscafi nel 2019.
(1958) L’imprenditrice e fotografa italiana è una vera “lady delle barche d’epoca”. Nel 1998 acquista ‘Aria’, una storica imbarcazione, classe 8 metri Stazza Internazionale. A giugno 2016 vince sia in tempo reale che compensato nella categoria ‘Barche d’epoca’ il IV Trofeo Principato di Monaco a Venezia, Le Vele d’Epoca in Laguna, la Banca Generali Special Cup. ha anche fondato l’A.R.I.E. (Associazione per il Recupero delle Imbarcazioni d’Epoca).
(2006) Un vero e proprio dominio al Campionato Europeo di Optimist in Slovenia nella classifica femminile, quello della triestina Rebecca Geiger. Dietro di lei un’altra italiana, Luisa Vucetti. Dietro, il vuoto. Rebecca farà sicuramente parlare di sé.
(2002) E’ stato il vero enfant prodige della vela italiana, vincitore di tre Mondiali consecutivi nella classe Optimist l’ultimo nel 2019, unico al mondo ad essere riuscito in questa impresa che gli è valsa anche il premio di “World sailor of the Year”.
(1978) Difficilmente un bravo velista è anche un bravo scrittore. Pietro Grossi rappresenta l’eccezione. Il suo romanzo “Il Passaggio”, edito da Feltrinelli, è un capolavoro che sa di mare: l’autore ha preso ispirazione dal suo reale viaggio nel Passaggio a Nord-Ovest. E ha portato la vela nelle librerie “mainstream”.
(1968) Si è inventato una delle regate di altura più di successo degli ultimi anni, la 151 Miglia; le sue barche, da SuperNikka alla avveniristica FlyingNikka in costruzione, sono un concentrato di innovazione. Roberto Lacorte incarna l’armatore moderno, alla ricerca di Adrenalina. Il Richard Branson della vela italiana.
(1968) Nel 2019 il noto designer di megayacht sloveno (ma il suo studio è in Italia) ha stupito tutti con una eco-impresa all’antica. Con il suo 10 metri Scia, la barca che ha realizzato assemblando pezzi di vecchie imbarcazioni, ha percorso 4.800 miglia da Cadice (Spagna) a Fort Lauderdale (USA) senza nessuno strumento, bussole, gps e motore.
(1951) Ha iniziato da armatore con una barca da 7 metri, ancora ragazzo, arrivando a possedere la barca più bella del Mediterraneo, lo sfortunato My Song di 40 metri. Nel mezzo, le tante vittorie nelle regate più belle e tante crociere nei luoghi fantastici in Mediterraneo. L’armatore perfetto, che ha osato esplorando nuove vie per lo yachting (ad esempio, l’utilizzo del lino in barca).
(1984) Il merito della velista pesarese è quello di aver fatto avvicinare tante persone alla vela con le sue seguitissime videolezioni “basic” online. Partita dal basso, spesso criticata da una certa comunità velica “snob”, non si è mai abbattuta ha compiuto la traversata in solitaria da Barcellona a Pesaro su un Mini 650.
(1996) Marta è la speranza olimpica nella classe RS:X, chissà se sarà lei l’erede di Alessandra Sensini. Negli ultimi anni ha vinto tre titoli mondiali, due europei e diversi premi internazionali…
(1991) Seguitissima sul web, a gennaio del 2019, all’età di 28 anni, ha deciso di fare il grande salto e trasferirsi a vivere a bordo di Churingas, barca a vela di 10 metri, trasformandola nella sua “barca dolce barca” con cui girare il mondo. Che testimonial per la vela!
(1948) Claudio Maletto, dopo l’esordio in Coppa con il team del Moro di Venezia, ha continuato a progettare barche di successo da regata e crociera (Grand Soleil). Ha firmato con Peterson lo scafo di Luna Rossa del 2000, il “silver bullet” che ci fece sognare vincendo la Louis Vuitton.
(1961) Impossibile calcolare le centinaia di migliaia di miglia che ha sul groppone Vittorio Malingri. Marinaio, progettista, costruttore, velista oceanico (con una partecipazione al Vendée Globe nel 1992, tante avventure con l’amico di sempre Giovanni Soldini), la sua ultima impresa risale al 2017, quando con il figlio Nico ha navigato dal Senegal alla Guadalupa su un piccolo catamarano non abitabile. Oggi è impegnato nella progettazione di nuovi Moana da crociera e per regate offshore.
(1956) Il simpatico velista milanese (ligure d’adozione), per gli amici Ciccio, è stato il primo italiano a vincere la Ostar in tempo reale, a bordo del trimarano autocostruito Cotonella Tri, nel 2005.
(1970) Lo abbiamo eletto Velista dell’Anno 2008, dopo che a bordo del cat non abitabile Biondina Nera aveva ottenuto un nuovo record di traversata, in solitaria: dalle Canarie alla Guadalupa in 14 giorni, 17 ore e 52 minuti. Recentemente, con il suo Eco 40, la barca a impatto zero, ha quasi completato un giro del mondo in totale autonomia energetica. Uno dei suoi meriti è stato quello di portare l’attenzione sull’ecologia e sulla protezione del mare prima che andasse di moda.
(1961) Micheletti ha firmato l’interior e l’exterior design di uno degli oggetti più interessanti degli ultimi anni. Stiamo parlando del del Baltic 142 Canova, probabilmente la barca da crociera più all’avanguardia varata fino ad oggi. Suo anche l’avveniristico cat di Ice Yachts ICE SeventyTwo.
(1964) Unico italiano nella storia ad aver vinto la Route du Rhum e unico velista al mondo ad aver vinto due Ostar e una Twostar con record tuttora imbattuto. Ha vinto una Louis Vuitton Cup come randista sul Moro di Venezia. Noi lo premiammo nel 2014 come Velista dell’Anno per la vittoria alla Ostar 2013.
(1968) Velista dell’Anno 2017 dopo il suo “quasi giro del mondo” su un Class 40 che ha emozionato gli italiani, ambientalista, marinaio “romantico” con alle spalle una Mini Transat e tante regate oceaniche. Il sardo di Cala Gonone incarna bene lo spirito puro dell’uomo di mare.
(1978) Premiato come Velista dell’Anno nel 2012 per la sua partecipazione alla Global Ocean Race (giro del mondo a tappe in doppio), tra i suoi risultati di spicco figura la vittoria di classe alla Ostar, a bordo di un vecchio Sigma 36, nel 2009. Ora si è lanciato nell’organizzazione della Global Solo Challenge, giro del mondo in solitario senza scalo per barche di serie.
(1958) Tiziano Nava ha iniziato ad andare in barca all’ età di 10 anni. Vince diversi titoli italiani e un europeo Laser, poi 5 Campionati del Mondo tra One Tonner e Minitonner. Nel 1983 è tattico di Azzurra, nel 1992 è sul Moro di Gardini. Dal 2000 ha vinto tantissimo anche sui Melges (due titoli mondiali). la sua scuola di vela sul Lago Maggiore è una delle top d’Italia.
(1971) Velista fortissimo, vanta due partecipazioni ai Giochi a Sydney 2000 e Atene 2004 con il singolo Laser Standard e una nel doppio a chiglia Star a Pechino 2008 (in coppia con Luigi Viale). Uno dei migliori interpreti della Star a livello internazionale tuttora sfida ad armi pari i più grandi velisti del mondo.
(1968) Un “pazzo” o semplicemente un grande romantico? Dario ha attraversato l’Oceano su una Star. Un’impresa folle ma che lui, abituato a navigare nelle acque del Lago di Como, sentiva di dover compiere. Per questo lo premiammo Velista dell’Anno nel 2018.
(1957) Vincenzo Onorato incarna la figura dell’imprenditore innamorato della vela. Oltre alle partecipazioni alla Coppa America (è stato Velista dell’Anno nel 2007), le Giraglie sullo Swan di famiglia, la passione pura per la vela, gli va riconoscuuto il merito di aver creato un vero e proprio laboratorio di recupero sociale attraverso la vela con la sua scuola Mascalzone Latino.
L’armatore anconetano, a capo del team Brontolo, ha vinto nel 2020 il Campionato del Mondo Melges 20 di Cala Galera, completando un palmares di classe che comprendeva già la vittoria overall nel circuito Melges 20 World League 2018 e il titolo Europeo 2019. Insieme a lui, il figlio Andrea, il tattico Manuel Weiller e Federico Michetti.
Insieme Pedol e Gino sono il fulcro dello studio Nauta Yachts, una delle certezze di questo “made in Italy” nautico che ci colloca nei gradini alti della considerazione mondiale.La firma Nauta è ormai su decine di barche, dalla più grande del mondo, il megayacht Azzam lungo 180 metri, alle più piccole e per certi aspetti più difficili imbarcazioni della produzione Beneteau.
(1975) Una vita per la vela, la sua. Sacrifici e duro lavoro, gli ottimi risultati alla Mini Transat (quarto e secondo posto), il grande ottavo posto al Vendée Globe da poco concluso (nessun italiano ha fatto meglio di lui). Il marinaio fiorentino, Velista dell’Anno 2016, è un esempio: se vuoi, puoi.
(1949) Probabilmente si contende con Soldini il titolo di velista più famoso d’Italia. Timoniere di Azzurra nell’83, fortissimo regatante (scuola Finn), ha preso e prende parte a tutte le più importanti regate d’altura nel mondo. Averlo a bordo è una garanzia!
(1940) Fabio Perini fonda Perini Navi nel 1983 con un sogno. Quello di realizzare barche gigantesche che si possano manovrare da sole. Un successo pazzesco farà diventare Perini il marchio di riferimento, tra gli anni ’80 e i primi 2000, nel settore dei megayacht a vela. E del genio Made in Italy.
(1982) E pensare che lui di vela non capiva nulla! In pochi anni Marcello Persico ha saputo creare un cantiere di eccellenza che tutto il mondo di invidia. Persico Marine nel 2019 ha sfornato componenti per la Coppa America, l’AC 75 Luna Rossa e il 145 metri di Tronchetti Provera. Dalla regata ai super custom da crociera, dove c’è hi-tech c’è Persico.
(1980) Polli incarna al meglio la new generation dei progettisti italiani: grande conoscitore del mondo delle regate e dell’ORC, le sue barche coniugano eleganza e prestazioni. Basta vedere l’Italia 11.98 e il nuovo Grand Soleil 44.
(1948) Nella vita eccentrica e multiforme di Patty Pravo è venuta fuori di recente anche una passione nascosta: quella per la vela, che comprende anche una traversata dell’Atlantico in solitaria. Ha una barca di 10 metri con cui si diverte a navigare in giro per il Mediterraneo.
(1973) L’uomo dell’albero del Moro di Venenzia Francesco “Cico” Rapetti continua a regatare ad altissimi livelli sui Maxi: è stato il primo italiano a vincere la Coppa America con Alinghi (nel 2003, oltre che nel 2007) ed era a bordo di Luna Rossa nella fortunata campagna 1999-2000.
(2005) Sofia Renna (Circolo Surf Torbole) è salita sul secondo gradino del podio femminile e sul terzo della classifica assoluta della classe Techno 293 alla XV Settimana Olimpica Andalusa, a Cadice-Spagna, nel 2020.
(1934) Il simpaticissimo skipper romagnolo, skipper di Azzurra alla Coppa del 1983, è diventato famoso anche presso il grande pubblico dopo i suoi mitici commenti dell’America’s Cup del 1992 su Telemontecarlo. Grande divulgatore della vela e del mare, per quattro anni è stato collaboratore del Giro d’Italia a Vela di cui dall’edizione 1993 è stato l’organizzatore.
(2004) Una medaglia prestigiosa è arrivata nella classifica femminile assoluta dell’Europeo Laser 4.7 2020, con l’argento per il secondo posto finale di Carlotta Rizzardi (CV Torbole)
(1974) Da sempre appassionato del mare inaugura la sua carriera in barca a vela nel 1998. Nel 2001 un grave incidente in moto ha radicalmente cambiato la sua vita, costringendolo a rimanere sulla sedia a rotelle.Il primo velista paraplegico che è riuscito nell’impresa di circumnavigare l’Italia in solitaria (o meglio, in compagnia del suo cagnolino Muttley), da Venezia a Genova.
(1993) La specialista anconetana dei J/70, a capo del Petite Terrible Sailing Team, negli ultimi anni ha raccolto tantissimi successi: tre titoli Europei (2016, 2017 e 2019) non sono uno scherzo in una classe in cui si sfidano i più forti professionisti.
(1970) Semplicemente, la miglior velista olimpica italiana di sempre: quattro medaglie olimpiche (un oro a Sydney nel 2000, un argento e due bronzi) tra tavole a vela Mistral e RS:X, quattro volte Velista dell’Anno. Chissà se qualcuno riuscirà mai a eguagliare la grandissima Alessandra, oggi vicepresidente del CONI.
(1979) Il randista dell’AC 75 Luna Rossa, Velista dell’Anno 2010, è un campione indomito. Con il fratello Gianfranco è stato il più bravo interprete della classe 49er in Italia. Nel 2008 si è visto “strappare” dal collo il bronzo olimpico per una vera e propria scorrettezza perpetrata da un equipaggio avversario e non sanzionata dai giudici di regata, nel 2012, anno nel quale avrebbe dovuto prendersi la rivincita a Londra, un angioma gli ha impedito di partecipare alle Olimpiadi. Ma si tratta di un campione indomito, che ha sempre saputo rialzarsi e superare le difficoltà. E ora ci fa sognare in Coppa America
(1971) Non puoi dire Luna Rossa senza Max Sirena. Max è alla sua settima partecipazione all’America’s Cup (e ne ha vinte due, con gli americani e i neozelandesi). Con il team Luna Rossa del suo amico Patrizio Bertelli ha partecipato alle sfide del 2000, vincendo la Louis Vuitton Cup, e del 2003 e 2007 nel ruolo di aiuto prodiere. È diventato quindi Skipper e Team Director di Luna Rossa nella campagna per la 34esima America’s Cup, tenutasi a San Francisco nel 2013. Oggi, sempre nel ruolo di Skipper e Team Director, è alla guida del team Luna Rossa Prada Pirelli nella sfida per la 36esima America’s Cup.
(1966) Il più famoso velista che abbiamo in casa. Ad oggi, è l’unico italiano ad aver vinto un giro del mondo in solitario. La mitica Around Alone 1998/99 sull’Open 60 Fila. La vinse e salvò la vita alla velista Isabelle Autissier, rovesciatasi in Pacifico. Attualmente è a caccia di record in giro per il mondo con il suo maxi trimarano volante Maserati. 
(1949) Una vera e propria “scoperta” del Giornale della Vela, ora è un vero e proprio guru nella comunità di velisti e crocieristi italiani per le sue capacità “didattiche” e di divulgazione della vela: per vent’anni l’italo-brasiliano Elio Somaschini ha navigato in giro per il mondo senza nessuno strumento. Solo un orologio e una mano usata come sestante!
(2007) Sorella minore di Nicolò, ha lo stesso talento del fratello. Ad Almerimar (Spagna) ha trionfato nella sua categoria vincendo l’oro nella Youth World Cup nella categoria Slalom.
(2004) Il giovane fenomeno del windsurf, già campione del mondo U17 nel 2019 in Croazia, ha vinto ad Almerimar (Spagna) la Youth World Cup nella categoria Slalom. Quattro “heats” (prove), quattro primi. Chapeau.
(2000) L’atleta anconetana è una delle più forti interpreti della tavola a vela RS:X in Italia, assieme a Marta Maggetti. Chi sarà l’erede di Alessandra Sensini?
(1974) Uno dei più forti atleti paralimpici italiani: quattro volte campione italiano dal 2014 al 2018, altrettante campagne paralimpiche. Storico il suo successo all’Europeo 2.4 2019 dove ha battuto agilmente anche gli atleti normodotati. 
(1954) Titolare del cantiere Adriasail di Fano, come project manager, ha seguito la costruzione delle barche custom più innovative degli ultimi 40 anni. “Non è un lavoro facile: costruire un one-off significa realizzare una barca buona alla prima”. Lontano dai riflettori, ha messo le mani, tra le altre, sul Moro di Venezia, sull’Open 60 Fila di Soldini e persino sul daysailer di Gianluca Vacchi. Ha realizzato barche per  B-Yachts, Frers, Italia Yachts, Del Pardo, Advanced…
(1976) Il navigatore Tettamanti, assieme alla sua compagna Giulia e i due figli, è partito a bordo del trimarano Kamana 3.3 per il terzo giro del mondo in barca. Dopo avere esplorato i ghiacci con il suo vecchio Solaris 72 Kamana, ha optato per latitudini meno… fredde. Enrico e Giulia hanno scelto una vita che in molti sognano, ma che in pochi hanno il coraggio di fare davvero.
Fortissimi regatanti, Ruggero Tita e Caterina Banti sono in corsa per le Olimpiadi di Tokyo sui Nacra 17. Ha vinto la Settimana di Kiel e il Campionato Europeo poco dopo. Saranno Tita-Banti o Vittorio Bissaro e Maelle Frascari a rappresentare l’Italia in Giappone?
(2002) Sofia è la kitesurfer italiana vincitrice del titolo olimpico nella categoria di Twin Tip Racing nel 2018. Sofia ė stata la prima donna nella storia del kitesurf ad avere vinto un titolo olimpico giovanile.[1] Sofia si ė classificata prima al mondo nella categoria Twin Tip Racing negli anni 2017 e 2018, prima di passare alla categoria Formula Kite.
(1948) Una storia, la sua, iniziata sui J/24 e finita con il performance cruiser più grande del mondo (il Kauris IV, 44 metri di barca) e la sponsorizzazione della sfida italiana alla Coppa America, Luna Rossa. In mezzo alcuni dei più bei Wally della storia dello yachting. L’AD di Pirelli ha una passione per la vela grande quanto le sue barche. 
(1951) Vallicelli è diventato famoso perché è stato il progettista di Azzurra, quella “vera”, quella che ha fatto conoscere a 60 milioni di italiani nel 1983 cos’è la vela e perché è così affascinante. Si è cimentato con ogni tipo di barca: dalla crociera alla regata, dai classe libera alle barche e agli yacht a motore. Le barche di Vallicelli le riconosci subito.
(1969) Vasco Vascotto (due volte Velista dell’Anno, nel 2000 e nel 2006)  è una vera e propria macchina da regata. Forte, fortissimo, titolatissimo. Durante la sua lunga carriera ha collezionato numerosi successi: 25 titoli mondiali, 25 italiani e 15 europei nelle classi off shore per monotipi, dal J/24 al TP52, dal Farr 40 all’ ORC 670. Ha vinto tre MedCup e una Admiral’s Cup. Ha partecipato a due campagne di Coppa America, di cui questa è la prima con Luna Rossa.
Uno dei grandi nel mondo dei “proto”, le barche che Alessandro Vismara realizza in collaborazione dei più grandi designer internazionali hanno fatto la storia degli ultimi 30 anni: dal mitico IMS 40 Pistrice al Vismara Mills SuperNikka di Roberto Lacorte e al nuovo, bellissimo, Nacira 69.
(1977) Velista dell’Anno 2004, vinse il premio dopo aver trionfato al Mondiale di 470 con il prodiere Andrea Trani. Un titolo che mancava all’Italia da quasi vent’anni. Al suo attivo ha tre campagne olimpiche, sempre il 470: decimo ad Atene nel 2004, sesto a Pechino nel 2008 e quarto a Weymouth nel 2012, a pochi punti dal bronzo.
(1980) Nato a Chioggia, Enrico Zennaro ha conquistato 8 titoli Mondiali, 7 titoli Europei, 1 titolo del Mediterraneo, 12 titoli Italiani tra altura e monotipi. Ha trionfato inoltre in varie classiche d’altura.